La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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V Domenica TO

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V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

6 Febbraio 2022

Is 6,1-2a.3-8, dal Sal 137,1Cor 15,1-11, Lc 5,1-11

Lasciarono tutto e lo seguirono.


Oggi, domenica conclusiva dell’ottavario della Beata Vergine del Suffragio è per noi la festa parrocchiale delle famiglie.

Per questo a questa Messa sono invitati gli sposi, tutti gli sposi, a partire da quelli che quest’anno festeggiano anniversari significativi del loro matrimonio ma anche tutti gli altri per rinnovare davanti all’altare, davanti alla Madre del Signore le promesse nuziali perché il sacramento del matrimonio sia sempre sorgente di grazia, di amore, di vita, di pace.

E oggi nel Vangelo si parla della vocazione degli Apostoli. Si dice che Simone, Andrea, suo fratello, Giacomo e Giovanni chiamati dal Signore lasciano tutto e da quel momento si mettono a seguire Gesù. Apparentemente le due cose, la festa delle famiglie e la chiamata degli Apostoli, non c'entrano l’un l’altro e in realtà vorrei proprio partire da questa pagina del Vangelo, la pagina della chiamata, della vocazione per dire quello che ritengo sia davvero la cosa più importante, la grazia più grande del matrimonio, per dire cioè che che anche il matrimonio è una vocazione, è una risposta alla chiamata del Signore Gesù.

Certo ci sono tante chiamate diverse: la chiamata al matrimonio, la chiamata a diventare prete, la chiamata a dedicarsi totalmente al Signore nella vita consacrata, nella missione. Sì, ci sono tanti modi diversi di rispondere ma ogni vocazione ha le stesse caratteristiche, a seguire Gesù, per imitare lui, per  imparare ad amarci come lui ci ha amato.(continua a leggere-scaricapdf)

 

 

 

 

E tra le tante vocazioni la vocazione al matrimonio ha una importanza straordinaria per farci capire cosa vuol dire amare come Gesù ci ha amato.

E in particolare è proprio un matrimonio, sono gli sposi che fanno capire che amare non è solo un buon sentimento, una emozione forte. Amare è fare come Gesù,  è donare tutto se stesso fino a donare il proprio corpo altro come ha fatto Gesù che ci ha amato fino a donare la sua vita, fino a donare il suo corpo per noi sulla croce.

E questo ci fa capire perché il matrimonio è un Sacramento. Il matrimonio è questo segno luminoso, reale dell'amore di Cristo, perché nel matrimonio l'uomo dona tutto se stesso, il suo corpo alla donna e la donna all'uomo, in questa totalità di amore,  un amore esclusivo, fedele, indissolubile, fecondo ed  è giusto fare festa insieme agli sposi che vivono così il loro matrimonio. E per questo che subito dopo l'omelia chiamerò qui davanti all'altare, davanti all'immagine della Madonna tutti gli sposi a cominciare foto da quelli che festeggiano anniversari significativi ma invito davvero tutti. Ma poi vorrei aggiungere ancora una cosa proprio perché ogni vocazione è seguire Gesù per amare come lui ci ha amato, dobbiamo tenere davvero lo sguardo fisso su Gesù, contemplare il suo amore. E a me piace dire: sì l'amore di Gesù è un amore totale esclusivo, eterno, fecondo ma anche è soprattutto l'amore di Gesù è un amore Crocifisso, perché Gesù ci ha amato senza essere ricambiato. Quando ha donato la sua vita anche i suoi amici erano fuggiti e Gesù è rimasto solo, anzi è stato tradito da uno dei suoi, eppure Gesù non solo ha continuato ad amare, non è venuto meno al suo amore, ma ci fa capire che in questo consiste l'amore, non solo quando si ama per essere ricambiati ma quando si ama gratuitamente, accettando anche di soffrire per l'altro, accettando anche di rimanere soli.

Davvero ritengo che questo sia una cosa che dobbiamo sempre tenere presente quando pensiamo cioè alla famiglia pensiamo certo con gioia alle famiglie unite, felici, feconde,

ricche di figli, di nipoti ma non possiamo dimenticare anche le famiglie che soffrono, che soffrono per la vedovanza, per la sterilità, per la separazione. Anche in quel momento gli sposi che rimangono fedeli sono un segno luminosissimo dell'amore di Cristo che ci ha amato accettando anche di soffrire per noi, di rimanere solo.

Allora vorrei davvero condividere il dolore di queste famiglie ma vorrei ringraziarle, perché rimanendo fedeli ci danno un esempio straordinario amore e in loro continua la grazia del sacramento del matrimonio, che rende capace di amarci come Gesù ci ha amato.

E allora per questo oggi diventa la festa delle famiglie si tutte le famiglie, perché tutte da Gesù

Imparano ad amarsi gratuitamente per scoprire l’inesauribile, vorrei proprio dire, fantasia di Gesù che, come abbiamo ascoltato nel Vangelo, si rivela proprio quando l'uomo sperimenta la propria incapacità.

È Simon Pietro che dice:” abbiamo pescato tutta la notte e non abbiamo preso niente”. Forse anche tanti sposi lo dicono ma è in quel momento che Gesù rivela la sua potenza, che è una potenza di misericordia, di grazia.

E anche in questa situazione, certo dolorosa, riscopriamo una gioia misteriosa, perché la gioia viene dall’amore, la gioia viene dal bene e se anche nella solitudine continuiamo ad amare allora sperimenteremo questa grande gioia che è la gioia di Dio stesso

 

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Febbraio 2022 19:24  

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