La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

XXI DOMENICA TEMPO ORDINARIO 23 agosto 2015

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Omelia

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

23 agosto 2015

Il brano del Vangelo, che il diacono ha appena proclamato, ci parla di Gesù che annuncia l'eucarestia, annuncia di essere lui il pane della vita e chi mangia di questo pane, chi beve di questo sangue avrà la vita eterna; chi non mangia, chi non beve non la avrà. E qual è la conclusione? Dice il Vangelo : In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?” (continua a leggere)

Certo non possiamo biasimare questi discepoli, che dicono che questa parola è dura: cosa avremmo detto anche noi? Sentire uno che dice ‘dovete mangiare la mia carne, dovete bere il mio sangue’ sono parole difficilissime da capire e nella reazione dei primi ascoltatori di Gesù dobbiamo vedere tutte le nostre difficoltà, tutta la nostra fatica a capire questo mistero grande dell'eucarestia.

Gesù non cede neppure di un millimetro di fronte a questa reazione. Dice: Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono.

Questo vi scandalizza? Ma vedranno cose ancora più difficili da capire, vedranno lui, il Signore, essere condannato innocente, essere crocifisso e morire nel dolore straziante.

Ma perché? Dobbiamo anche noi porci con estrema lealtà di fronte a queste parole dure, accettare che il Vangelo ci dica delle parole dure, perché richiedono un profondo rinnovamento, una profonda conversione da parte nostra.

Lo possiamo capire solo se non ragioniamo secondo il modo di ragionare degli uomini, ma impariamo finalmente a ragionare come ragiona Gesù,

Vorrei ora, aiutato proprio dalle letture di oggi, fermarmi su un'altra parola dura che la liturgia ci ha fatto ascoltare per cercare di capire: se la accogliamo nella verità e non secondo il modo di ragionare dell'uomo queste parole sono dure, ma diventano la rivelazione dell'amore di Dio.

Penso alla parola sottomissione, che viene ripetuta parecchie volte nella seconda lettura. Dice Paolo scrivendo agli Efesini: Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto.

Cosa vuol dire che le mogli devono essere sottomesse mariti? Sappiamo bene quanto sia dura questa parola, dura ed inaccettabile per la nostra cultura, per noi, perché chi è sottomesso viene schiacciato e come si può dire donne siate sottomesse mariti? Ecco, questa parola la possiamo capire solo pensando a Gesù, solo imparando a ragionare e a vivere come vive e ragiona Gesù, perché è lui innanzitutto che si è sottomesso, si è sottomesso al Padre nella totale obbedienza, fino all'obbedienza della croce, ma si è sottomesso anche all'uomo, a noi, perché Gesù ha preso su di sé, si è caricato, si è messo sotto all'umanità, ai peccati dell'umanità, li ha presi su di sé.

Cominciamo così a capire che sottomettersi secondo gli uomini certamente vuol dire venire schiacciati, ma per Gesù è il segno della sua forza e del suo amore, perché chi si carica di un peso così forte significa che è capace di sostenere. Sottomettersi vuol dire, nel senso proprio della parola, mettersi sotto per sostenere, per sollevare. Si sottomette quel papà che prende in braccio il proprio bimbo e lo tiene in alto. Essere sotto è segno di forza, non di debolezza: questo non solo in senso fisico, ma anche in senso umano.

Questa è esattamente l'espressione del potere, anche il potere nella società. Chi ha potere deve farsi carico di tutti gli altri, chi ha potere, i governanti, devono essere al servizio del bene comune. Se uno che ha potere non se ne serve per servire il bene comune, ma se ne serve per i propri scopi personali, questo non governa ma schiaccia.

Non può vivere una società in cui il potere è usato non come servizio al bene comune ma come avidità personale, come strumentalizzazione al soddisfacimento dei propri capricci.

Allora capiamo che l'unico modello è Gesù, lui, che non solo è forte ma è onnipotente, si è sottomesso all'uomo, Dio si è sottomesso all'uomo. Allora dire: Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri , vuol dire fate proprio come fa Gesù.

Le mogli lo siano ai loro mariti è un'indicazione straordinaria che poi Paolo riprende. Il rapporto tra marito e moglie lo si capisce solo guardando Gesù: Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Questa parola dura richiede certo un capovolgimento del nostro modo non solo di pensare ma di agire, richiede di esercitare il potere come servizio, richiede di imparare che quello che esalta l'uomo è il saper sostenere gli altri, far crescere gli altri, gioire della crescita degli altri, come un papà che gioisce nel vedere i suoi figli diventare grandi, perché così fa Dio.

È questa l'eucarestia: Gesù che si è fatto pane e vino per nutrirci, perché noi possiamo crescere e crescere come lui, diventare ancora un corpo solo con lui, per vivere con lui.

Capiamo allora come queste letture siano la migliore introduzione alla festa di San Bartolomeo, che celebreremo domani. Noi faremo festa a San Bartolomeo perché ha imparato da Gesù ed ha donato la sua vita. Lo vediamo sempre entrando in chiesa nell'affresco dell’abside; San Bartolomeo apostolo e martire non solo ha annunciato la parola, ma ha donato la sua vita per testimoniare il Vangelo, per far capire anche a noi che questo è ciò che diffonde la gioia della salvezza dell'umanità in tutto il mondo.

Ringraziamo molto il Signore di queste sue parole dure, perché ci fanno capire l'eucarestia, ci fanno scoprire la grazia e la gioia della testimonianza con la vita, la grazia, la gioia del martirio.

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

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(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Settembre 2015 15:36
 

L'anno parrocchiale 2015/2016

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(editoriale dal Bollettino parrocchiale n. 96)

CON I GIOVANI ALLA GMG

Dal 26 al 31 luglio dell’anno prossimo si svolgerà a Cracovia la Giornata Mondiale della Gioventù. Papa Francesco invita i giovani di tutto il mondo ad incontrarsi in questa bellissima città della Polonia, dove san Giovanni Paolo II è stato arcivescovo, per lanciare un messaggio di gioia: “Beati i misericordiosi, perché troveranno miseri-cordia” (Mt 5, 7).

Fervono già i preparativi per accogliere i previsti quattro milioni di giovani.

Anche noi abbiamo deciso di parteciparvi come parrocchia, anzi: abbiamo pensato di fare della GMG l’iniziativa caratterizzante il nuovo anno parrocchiale.

È il momento giusto per farlo.
Ultimo aggiornamento Martedì 01 Settembre 2015 13:05 Leggi tutto...
 

Venite, Psallite in tuba et organo - 12 settembre 2015

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sabato 12 settembre 2015

VENITE, PSALLITE IN TUBA ET ORGANO


Ore 21.00: suono delle trombe

(ore 21.00 in via Zamboni, all’altezza del n. 12;

ore 21.15 in via Rizzoli, all’altezza del n. 5;

ore 21.30 in via Caprarie, all’altezza del n. 1;

ore 21.45 in strada Maggiore, all’altezza del n. 19)

Ore 22.00: concerto per organo e trombe, in basilica

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Settembre 2015 13:03 Leggi tutto...
 

Festa di San Bartolomeo 2015

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Lunedì 24 agosto 2015

FESTA DI SAN BARTOLOMEO

Ore 20.30

CONCERTO DI MUSICA ARMENA

nella memoria del centenario del genocidio degli Armeni, 1915-2015

“La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come «il primo genocidio del XX secolo», ha colpito il vostro popolo armeno – prima nazione cristiana – insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci. Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi”.

(Papa Francesco, 12 aprile 2015)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Agosto 2015 11:38 Leggi tutto...
 

Libro fotografico Incontro per invocare la pace 16Aprile2015

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Incontro tra Ebrei, Cristiani e Musulmani di Bologna
per invocare insieme la pace
16 aprile 2015

La parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, che ha partecipato attivamente all'organizzazione,
ha raccolto le foto e i testi dell'incontro. (Per scaricare il Libro fotografico, clicca qui)

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Giugno 2015 10:24
 

ASCOLTARE E VEDERE PER COMPRENDERE LA PAROLA DI DIO

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ASCOLTARE E VEDERE

PER COMPRENDERE LA PAROLA DI DIO

 

La Messa domenicale delle 10.45 nella parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano è la Messa della comunità. Ad essa partecipano anche i BAMBINI che frequentano il catechismo.

Nell’omelia il parroco si rivolge a loro, spesso in forma di dialogo, per spezzare il pane della PAROLA, così che possano facilmente capirla. E se la capiscono loro…

Per aiutare la comprensione, ogni domenica sulla mensa eucaristica è posto un SEGNO, che riprende il contenuto centrale delle letture.

Il linguaggio dei segni favorisce la comprensione e la memorizzazione della Buona Notizia che il Signore ogni domenica ci comunica, così da essere l’alimento sostanzioso per nutrire la vita cristiana durante tutta la settimana.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Giugno 2015 10:24 Leggi tutto...
 

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 9 Agosto 2015

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XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

9 Agosto 2015

Re 19,4-8, Dal Salmo 33 (34), Ef 4,30 - 5,2, Gv 6,41-51

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

È la terza domenica che parliamo dell'Eucarestia ed è perché la liturgia vuole guidarci di domenica in domenica, in qualche modo progressivamente, a scoprire ed accogliere questo straordinario dono del pane della vita, cioè l’Eucarestia, il corpo e il  sangue del Signore, donato per la nostra salvezza.  (continua a leggere)

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Agosto 2015 08:00 Leggi tutto...
 

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 2 agosto 2015

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XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

2 agosto 2015

Es 16,2-4.12-15, Dal Salmo 77 (78), Ef 4,17.20-24 ,Gv 6,24-36

Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!

 

 

 

Per capire le parole del Signore Gesù che abbiamo ascoltato dobbiamo ricordarci il Vangelo di domenica scorsa che ci ha raccontato il miracolo dei cinque pani e due pesci, con cui aveva sfamato una grande folla di 5000 uomini, più le donne e i bambini: la gente era stata presa dall'entusiasmo, tanto che voleva fare Gesù re per poter avere sempre qualcuno che potesse soddisfare i suoi bisogni.
Ricordiamo che domenica scorsa il Vangelo finiva dicendo che Gesù  si era ritirato in cima alla montagna da solo a pregare.(continua a leggere)

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Agosto 2015 12:42 Leggi tutto...
 

Catechesi giovani e adulti, 2014-2017

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Catechesi giovani e adulti

Programma 2014-2017


"Parte quest’anno un itinerario triennale di catechesi per adulti e giovani dal titolo “Cristiani come a Messa”, che ha come tema centrale l’Eucaristia.

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Maggio 2015 19:32 Leggi tutto...
 

2015, Anno della Vita consacrata

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(editoriale dal Bollettino parrocchiale n. 94)


C’È PIÙ GIOIA NEL DARE

È vero: papa Francesco ci sorprende sempre. Ci eravamo tanto impegnati a seguirlo in questo anno in cui si svolgerà il Sinodo sulla famiglia, che siamo stati colti di sorpresa dall’annuncio dell’Anno Santo straordinario della misericordia, che inizierà il prossimo 8 dicembre. Abbiamo accolto con gioia questo ulteriore dono e ci prepariamo a viverlo con intensità.

Non possiamo però dimenticare che papa Francesco ha fatto del 2015 l’Anno della Vita consacrata, invitando tutta la Chiesa a riscoprire e testimoniare la bellezza della vocazione cristiana.
Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Agosto 2015 12:45 Leggi tutto...
 

La speranza già presente

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(editoriale dal Bollettino parrocchiale n. 95)

LAUDATO SI’

Il titolo della recente enciclica di papa Francesco sulla necessità di salvaguardare il creato invita a fare nostra la “perfetta letizia” di San Francesco. Una gioia interiore, che deriva non dalle gratificazioni esteriori, ma dalla certezza che il bene è più forte del male, anche nel dramma della storia attuale.

Mi piace dirlo apertamente: nonostante le molte preoccupazioni che attraversano questo periodo storico, sono sempre più convinto che è iniziata una nuova era, caratterizzata dalla caduta di molte realtà che apparivano incrollabili, per lasciare il posto a novità positive, inimmaginabili fino a qualche tempo fa.

Provo ad elencarne qualcuna.

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Giugno 2015 17:17 Leggi tutto...
 

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